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Programma cronologico
     XXXI Edizione dal 3 al 12 settembre 2010
res area
       

 

   
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   SPETTACOLI
   Programma del 08-09-2010

 

BnCs2010 - da mar 07-09-2010 20:00 a mer 08-09-2010 20:00  -  Teatro Comunale
Barbablù
Prima nazionale


7 sett ore 20.00
8 sett ore 20.00
durata 75 minuti



da Perrault
testo di: Pino Carbone e Francesca De Nicolais
con: Francesca De Nicolais  e  Luca Mancini
e con le bambine: Arianna Attanasio, Elena Garofano,
Francesca Guerra, Luana Malegieri, Martina Santarcangelo
consulenza amministrativa: Alessandra Narcisi           
ufficio stampa: Valeria Zecchini            
grafica: Pasquale Aversario                                                                  
aiuto regia: Luigi Morra                                               
musiche: Camera
Regia: Pino Carbone 


"La sua barba non è poi così blu": è la protagonista della fiaba a dirlo, a pensarlo per convincersi ad accettare e sposare Barbablù. Tutto ha inizio proprio da questa considerazione, a dispetto di ciò che pensano tutti gli altri, che considerano Barbablù un mostro, che fa paura per il suo aspetto, per la sua strana barba e per il mistero che lo avvolge, che riguarda le sue precedenti mogli di cui nessuno sa che fine abbiano fatto. "la sua barba non è poi così blu": un pensiero tanto ingenuo, quanto coraggioso. L'ingenuità e il coraggio, la curiosità, sono questi i principali elementi che danno vita al racconto. Che muoveranno i personaggi principali, Barbablù e Judit. Due solitudini che si incontrano, che si confortano a vicenda, che si proteggono a vicenda dagli sguardi e dai commenti, dai pregiudizi, degli altri. Barbablù soffre, come un moderno minotauro, un fenomeno da baraccone, che accumula rancore, diffidenza, soffre per una solitudine e un pregiudizio che lo feriscono e lo incattiviscono. Un mostro creato dal giudizio degli altri: "i mostri siamo noi a crearli con la nostra paura verso ciò che da noi è diverso". Il finale sarà drammatico: Barbablù verrà "tradito" e ucciso dalla donna che ha sposato e che non ha resistito alla grande tentazione, ha ceduto alla curiosità di entrare nella stanza dove Barbablù nasconde i corpi delle precedenti mogli che ha amato e che poi ha assassinato. Una fiaba che commuove, soprattutto perché è una grande storia d'amore. L'amore che può diventare tragedia se non viene accettato e capito dagli altri. Oltre ai due protagonisti, Barbablù e Judit, in scena ci saranno cinque bambine, di 9 e 10 anni, che saranno vestite con abiti di donne adulte, vestiti troppo grandi per loro,  che le pone a metà strada tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, come lo è Judit, che di colpo è costretta a diventare donna e sposare un uomo agli occhi di tutti spaventoso. Le bambine oltre ad interpretare con le loro reazioni le varie emozioni che la fiaba racconta, saranno anche le mogli del "mostro" chiuse nella stanza segreta. Una presenza, quella delle bambine, importante sia nel lavoro di ricerca e di costruzione dello spettacolo, sia in scena, addolcendo l'atmosfera generale e rappresentando il  linguaggio più aderente al racconto, ricordandoci sempre che si tratta di una fiaba.
In scena ci sarà una grossa gabbia, che concretamente sarà il castello di Barbablù, dentro il quale lui si sente di fatto prigioniero, perché fuori incontra solo diffidenza e un rifiuto che lo costringono a creare all'interno il suo mondo. Dopo il matrimonio diventerà, quindi, la prigione dorata dei due sposi, entrambi prigionieri della loro intimità. Poi diventerà la stanza dei giochi delle bambine, e sempre più chiaramente il pubblico si renderà conto che in realtà quella è la stanza segreta di Barbablù, dove le bambine, completamente vestite di bianco, giocano con stoffe e vestiti rossi. Stoffe e vestiti che a quel punto sembreranno macchie di sangue, che con una semplice, elementare e anche tenera associazione trasformano le bambine nelle mogli uccise e rinchiuse. Tutto con un'atmosfera giocosa, teatrale e fiabesca.



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BnCs2010 - da mer 08-09-2010 20:30 a gio 09-09-2010 20:30  -  Deposito autobus AMTS
Nuvole barocche
con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André
Durata 70 minuti

drammaturgia e regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano  
collaborazione alla regia Alessandro Tedeschi  
interpreti Fabrizia Boffelli, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano  
luci Diego Sacchi  
costumi e organizzazione Luisa Supino  
produzione Corrozzeria Orfeo/ Questa Nave
collaborazione alla produzione Centro Rat Teatro dell'Acquario
        
Menzione speciale della Giuria al Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti      
Menzione speciale della Giuria al Premio Nuove Sensibilità del Napoli Teatro Festival Italia 

1979: l'estate dei grandi sequestri e del rapimento di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi. Nello stesso periodo tre ragazzi di ventisette anni, in passato amici e da diverso tempo lontani tra loro, si ritrovano in uno scantinato per rapire un bambino. Essi hanno, per tre motivi diversi, un disperato bisogno di denaro.

La disillusione, il rapporto con la loro infanzia, l'amicizia ormai tramutata in qualcos'altro e la perdita della loro innocenza, sono i temi che dominano i dialoghi. La periferia: luogo border-line, luogo di confine tra il lecito ed illecito, tra l'illusione e la disillusione, tra sogno e realtà. Vorrebbero tornare indietro alla loro giovinezza per recuperare uno sguardo ormai perso, ma tutto è svanito per sempre, tutto ormai ruota intorno all'inganno e alla speranza di un riscatto sociale.

L'anarchia (Nico), l'alcolismo (Beppe) e l'emarginazione (Pier) come punti di contatto tra i tre protagonisti ed il cantautore genovese. La vicenda come simbolo della crisi sociale all'interno del proletariato e come culmine dei tormentati anni '70 con un occhio di speranza ai vicini '80. Si parla di Sardegna, dell'Anonima, di povertà, di emarginazione, di alcolismo, di anarchia, attraverso la voce e l'agire di questi tre ragazzi che hanno perduto il contatto con il mondo, con le istituzioni e soprattutto con se stessi.

Il titolo "Nuvole Barocche" si ispira all'omonimo album e alla canzone " Le nuvole" di Fabrizio De André. Proprio come quelle nuvole in cielo, cosi abbondanti di strani ghirigori, gravide di pioggia e pronte ad esplodere da un momento all'altro, anche all'interno dell'anima di Beppe, Nico e Pier qualcosa sta per esplodere, qualcosa si è rotto per sempre e, come la pioggia, chiede di essere liberato.   (durata 70 minuti)




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BnCs2010 - mer 08-09-2010 21:00, Arco del Sacramento
Tradère
Sancto Ianne in concerto

Gianni Principe – voce        
Ciro Maria Schettino – plettri        
Antonio Pasquariello – plettri        
Sergio Napolitano – fisarmonica        
Raffaele Tiseo – violino        
Massimo Amoriello – basso elettrico        
Alfonso Coviello – percussioni        
Pierluigi Iele – tecnico del suono                  
e con Filippo Franco e Dora Tretola 
Arteconfigurazioni Compagnia di circo contemporaneo ed arte di strada 
produzione Associazione culturale Multikulti
    
durata 120 minuti

I Sancto Ianne da quasi venti anni promuovono con grande passione lo studio, la ricerca e la diffusione della cultura e delle tradizioni popolari della propria terra, il Sannio Beneventano, attraverso i dischi, i seminari e i concerti in Italia e in diversi paesi europei.        
Il gruppo, in occasione della 31^ edizione del festival "Benevento Città Spettacolo", presenta un nuovo progetto che prevede oltre la partecipazione di altri musicisti del mondo della musica popolare del sud italia, la realizzazione di quadri condivisi con artisti appartenenti ad altri mondi espressivi.        
I Sancto Ianne hanno fatto la scelta di stringere il proprio legame con le tradizioni locali non solo attraverso il genere e gli strumenti musicali ma proponendo una rilettura della storia che è stata cronaca del nostro passato e che si propone come paradigma di una interpretazione anche letteraria della condizione umana.        
Da qui l'idea del gruppo di collaborare con musicisti, attori di teatro ed artisti circensi per dare una dimensione diversa alla loro proposta artistica a meglio sottolineare il senso profondo della conoscenza del proprio passato senza il quale nessuno può rivendicare un' identità che superi quella del "grande fratello" di turno.        
Il termine latino "tradere" - "passaggio"-, che dà il nome a questo lavoro, è stato, in realtà, scelto proprio per il suo antico significato. Con tale voce, a differenza dell'accezione negativa con cui la conosciamo oggi (tradire), si individuava il passaggio, la consegna del sapere attraverso le persone e le generazioni. Il "traditor" era il maestro, ovvero colui che tramandava, per l'appunto, le tradizioni.      
             
             


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   EVENTI
   Programma del 08-09-2010

 

BnCs2010 - da lun 06-09-2010 a ven 10-09-2010  -  Hortus Conclusus
Aperitivo allo Strega - Letture stregate
Grandi interpreti per “leggere” i romanzi finalisti del Premio Strega 2010
Ingresso libero fino ad esaurimento posti 
 
a cura di Gabriella D'Angelo, responsabile dei progetti della Fondazione Bellonci 
  
Grandi interpreti per 'leggere' i romanzi finalisti del Premio Strega

Lunedì 6 settembre
Audioinstallazione di Toni Servillo per "Hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

Martedì 7 settembre
Rolando Ravello per "Accanto alla Tigre" di Lorenzo Pavolini, Fandango

Mercoledì 8 settembre
Filippo Nigro per "Sono comuni le cose degli amici" di Matteo Nucci, Ponte Alle Grazie

Giovedì 9 settembre
Paola Pitagora per "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi, Mondadori

Venerdì 10 settembre
Ottavia Piccolo per "Acciaio" di Silvia Avallone, Rizzoli

  
Un percorso di letture "stregate". Alcune pagine tratte dai cinque libri finalisti al premio Strega 2010, la prestigiosa competizione letteraria italiana che, fin dalla sua nascita,  lega il suo nome al comune di Benevento, affidate a grandi interpreti del cinema e del teatro italiano che re-inventeranno la "voce" letteraria dell'autore del romanzo finalista.

Dalle storie familiari attraversate da un pezzo di storia italiana nei romanzi di Antonio Pennacchi e Lorenzo Pavolini alle ambientazioni nella provincia toscana post-operaia di Silvia Avallone, passando per i nodi esistenziali nel romanzo di formazione di Matteo Nucci fino allo sguardo realistico-grottesco di Toni Pagoda sull'Italia di oggi di Paolo Sorrentino.
 
 

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   STORIE E MEMORIE
   Programma del 08-09-2010

 

BnCs2010 - da mer 08-09-2010 a dom 12-09-2010  -  Teatro Comunale
I teatri dell'Unità d'Italia: il Teatro Comunale di Benevento compie 150 anni
Memorie e documenti di un teatro storico


Il lungo e articolato processo di unificazione nazionale portò con sé un incremento graduale di molte esigenze culturali, di informazione, di acculturazione, di divulgazione scientifica e politica, di consumo letterario ed artistico.
La retorica municipale riservò alle opere pubbliche una sorta di «prassi di esaltazione» che caratterizzò le fasi dello sviluppo ottocentesco delle città italiane, focalizzando l'immagine del teatro come quella di un edificio-monumento, l'ornamento più adatto ai tempi di «incivilimento» che si stavano vivendo e ai quali conveniva adeguarsi.
Luoghi centrali dell'educazione emozionale degli italiani, i Teatri riflessero, negli anni più caldi del Risorgimento, l'effervescenza politica del paese. Benevento, come molte altre città italiane, almeno sin dagli anni Cinquanta dell'Ottocento, cominciò a prepararsi a far parte dell'Italia unita.
Le discussioni che animarono i consigli comunali di quegli anni anticiparono questioni che si facevano sempre più impellenti. Tra queste, l'impegno a dotare la città di un particolare monumento alla civiltà e al decoro: il nuovo Teatro Comico, poi intitolato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II.

 

n.187  Rossella Del Prete     letto 5081 volte   Categoria BnCs2010 Storie e memorie 5900
  


 

BnCs2010 - da ven 03-09-2010 a dom 12-09-2010  -  Palazzo Paolo V
Nino Taranto ha 100 anni
Allestimento di Pino Miraglia e Francesca Garofalo
Ricerche iconografiche Angioletta Delli Paoli
Materiali messi a disposizione dalla "Fondazione Nino Taranto"

Nino Taranto, attore, cantante, straordinario uomo di teatro, cinema, televisione; performer lo si direbbe oggi. Ha attraversato con enorme successo il mondo dello spettacolo che nasce da Napoli. Proviamo oggi, a cento anni dalla nascita a rendergli omaggio. Mettendo in mostra una parte soltanto dell'enorme quantità di materiali che lui stesso, caso ben raro nel mondo dello spettacolo, ha raccolto negli anni della sua lunga vita. Fotografie, locandine, articoli, caricature, costumi, oggetti adoperati in teatro, manoscritti, registrazioni audio e video costituiscono un patrimonio di memoria straordinario fortunatamente salvato dalla attenta cura della famiglia e della Fondazione Nino Taranto che ne custodisce oggi con passione il ricordo. Da questo "fondo" di eccezionale importanza per chi vorrà indagare nella storia del teatro napoletano di quegli anni ho potuto attingere con libertà ed emozione. Il "viaggio" di Nino Taranto, da lui stesso raccontato in una vecchia intervista, è il filo conduttore del nostro percorso, e si fa cosi memoria visiva per una testimonianza di affetto verso un grande, indimenticabile attore.

Nino Taranto ha 100 anni - 58' DVD
Canzoni, sketch, macchiette da film, teatro, tv scelti da Mario Franco e montati da Davide Franco

Nino Taranto (1907-1986)
Muove i primi passi tra il 1917 ed il 1918 in vari teatri napoletani: la Sala Stella, il Trianon, il Caffè Turco, il Salone Margherita. Il debutto a tredici anni presso il Teatro Centrale della Ferrovia, seguono l'apprendistato e l'ingresso nella compagnia Cafiero - Fumo. Gli anni '20 lo vedono protagonista sulle scene dei teatri secondari fino al passaggio alla rivista, come fantasista e cantante comico. Dal 1936 al 1955, nel ruolo di primo comico "assoluto", è alla guida di propri complessi di rivista; tappe fondamentali nell'esperienza attorica di Nino Taranto sono state: il debutto nel genere della sceneggiata al fianco di Beniamino e Rosalia Maggio e la lunga attività con la compagnia Cafiero - Fumo, iniziata con Zappatore. L'enfasi comica, dispiegata in un repertorio sfavillante di macchiette, è costantemente attraversata dai personaggi di Ciccio formaggio e Carlo Mazza, presenti anche in numerose incisioni discografiche. La canzone Carlo Mazza, intitolata in origine Mazza, pezzo e pizzo, con la fitta mole di allusioni e doppi sensi, riscosse un enorme successo, infatti nel 1948 Michele Galdieri ne curò la riscrittura cinematografica per il film Il barone Carlo Mazza. Il trio Taranto - Pisano - Cioffi è artefice, durante il periodo fascista, del genere della macchietta, tra i maggiori successi Teresin, Teresin, O chiavino, Baciami Bice; il dopoguerra è segnato dallo straordinario successo di Dove sta Zazà.
L'attività cabarettistica e di cantante, cedono presto il passo alla prosa, lo ricordiamo carismatico interprete di commedie di Pirandello, Marotta, Viviani di cui dal 1956 interpretò L'ultimo scugnizzo, Morte di carnevale, Guappo di cartone, Vetturini da nolo, A figliata di Raffaele Viviani, messi in scena, negli anni '80, al Teatro Sannazzaro con Luisa Conte.

n.188  Giulio Baffi     letto 5339 volte   Categoria BnCs2010 Storie e memorie 6000
  


 

BnCs2010 - mer 08-09-2010 17:00, Teatro Comunale
Un teatro, la nostra storia : i 150 anni del "Comunale" di Benevento
Convegno a cura di Rossella Del Prete, Università degli Studi del Sannio
Parte I – Un Teatro per la Città: nasce il nuovo Teatro Comico di Benevento (settembre 2010)
Parte II – Un sipario sul secolo XX (settembre 2011)

Introducono:
Raffaele Del Vecchio, Assessore alla Cultura, Comune di Benevento
Giulio Baffi, Direttore artistico "Festival Città Spettacolo", XXXI edizione

Modera:
Rossella Del Prete, Università degli Studi del Sannio

Intervengono:
Pier Luigi Ciapparelli, Accademia di Belle Arti, Napoli
Pasquale Rossi, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli
Valentina Russo, Università degli Studi Federico II, Napoli
Giovanna Ceniccola, Università degli Studi Federico II, Napoli

Idea e coordinamento, Rossella Del Prete
Allestimento e grafica, Riccardo D'Uva
Consulenza scenografica, Paolo Petti  

La storia della vocazione teatrale della città di Benevento rievoca esperienze culturali assai radicate nel tessuto urbano di riferimento e che sembrano anticipare quelle che oggi 'prepotentemente' caratterizzano la vita culturale della città. Sebbene tuttora assai poco indagata, essa offre lo spaccato di un piccolo mondo teatral-musicale, sottobosco di generi artistici oggi in gran parte ignorato o rimosso, ma che costituì a suo tempo il contenuto imprescindibile di un'esperienza estetica di un pubblico sempre più numeroso e socialmente allargato. La ricostruzione di tale esperienza giustifica la strategia e le politiche d'offerta dell'evento teatrale in sé, che hanno costruito, nel tempo, l'identità distintiva di Benevento come Città d'Arte e della cultura ed oggi ne fa un veicolo per trasportare all'estero l'unicità del territorio. 


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BnCs2010 - da ven 03-09-2010 a dom 12-09-2010
Festival Festival!
con gli allievi del Liceo Artistico Statale di Benevento
a cura della docente Francesca Cardona Albini 

"FestivalFestival!" segna l'inizio della collaborazione tra Citta' Spettacolo ed il Liceo Artistico Statale di Benevento e si articolerà in due segmenti.    
Il primo, "Ispirati dal teatro" vedrà impegnato un gruppo di allievi che darà vita a performance di pittura e/o scultura ispirate ad alcuni spettacoli in programma, e particolarmente legati agli spazi architettonici e storici della città, come i quattro "Raccontami Benevento".    
Un'ulteriore iniziativa, "Fotografiamo il Festival", vedrà gli allievi attenti a fissare personaggi, situazioni, spettacoli, che colpiranno la loro attenzione e la loro fantasia.    
Gli elaborati e le fotografie saranno esposti in mostra durante e dopo il Festival.     






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