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Programma cronologico
     XXXI Edizione dal 3 al 12 settembre 2010
res area
       

 

   
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   SPETTACOLI
   Programma del 07-09-2010

 

BnCs2010 - da mar 07-09-2010 20:00 a mer 08-09-2010 20:00  -  Teatro Comunale
Barbablù
Prima nazionale


7 sett ore 20.00
8 sett ore 20.00
durata 75 minuti



da Perrault
testo di: Pino Carbone e Francesca De Nicolais
con: Francesca De Nicolais  e  Luca Mancini
e con le bambine: Arianna Attanasio, Elena Garofano,
Francesca Guerra, Luana Malegieri, Martina Santarcangelo
consulenza amministrativa: Alessandra Narcisi           
ufficio stampa: Valeria Zecchini            
grafica: Pasquale Aversario                                                                  
aiuto regia: Luigi Morra                                               
musiche: Camera
Regia: Pino Carbone 


"La sua barba non è poi così blu": è la protagonista della fiaba a dirlo, a pensarlo per convincersi ad accettare e sposare Barbablù. Tutto ha inizio proprio da questa considerazione, a dispetto di ciò che pensano tutti gli altri, che considerano Barbablù un mostro, che fa paura per il suo aspetto, per la sua strana barba e per il mistero che lo avvolge, che riguarda le sue precedenti mogli di cui nessuno sa che fine abbiano fatto. "la sua barba non è poi così blu": un pensiero tanto ingenuo, quanto coraggioso. L'ingenuità e il coraggio, la curiosità, sono questi i principali elementi che danno vita al racconto. Che muoveranno i personaggi principali, Barbablù e Judit. Due solitudini che si incontrano, che si confortano a vicenda, che si proteggono a vicenda dagli sguardi e dai commenti, dai pregiudizi, degli altri. Barbablù soffre, come un moderno minotauro, un fenomeno da baraccone, che accumula rancore, diffidenza, soffre per una solitudine e un pregiudizio che lo feriscono e lo incattiviscono. Un mostro creato dal giudizio degli altri: "i mostri siamo noi a crearli con la nostra paura verso ciò che da noi è diverso". Il finale sarà drammatico: Barbablù verrà "tradito" e ucciso dalla donna che ha sposato e che non ha resistito alla grande tentazione, ha ceduto alla curiosità di entrare nella stanza dove Barbablù nasconde i corpi delle precedenti mogli che ha amato e che poi ha assassinato. Una fiaba che commuove, soprattutto perché è una grande storia d'amore. L'amore che può diventare tragedia se non viene accettato e capito dagli altri. Oltre ai due protagonisti, Barbablù e Judit, in scena ci saranno cinque bambine, di 9 e 10 anni, che saranno vestite con abiti di donne adulte, vestiti troppo grandi per loro,  che le pone a metà strada tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, come lo è Judit, che di colpo è costretta a diventare donna e sposare un uomo agli occhi di tutti spaventoso. Le bambine oltre ad interpretare con le loro reazioni le varie emozioni che la fiaba racconta, saranno anche le mogli del "mostro" chiuse nella stanza segreta. Una presenza, quella delle bambine, importante sia nel lavoro di ricerca e di costruzione dello spettacolo, sia in scena, addolcendo l'atmosfera generale e rappresentando il  linguaggio più aderente al racconto, ricordandoci sempre che si tratta di una fiaba.
In scena ci sarà una grossa gabbia, che concretamente sarà il castello di Barbablù, dentro il quale lui si sente di fatto prigioniero, perché fuori incontra solo diffidenza e un rifiuto che lo costringono a creare all'interno il suo mondo. Dopo il matrimonio diventerà, quindi, la prigione dorata dei due sposi, entrambi prigionieri della loro intimità. Poi diventerà la stanza dei giochi delle bambine, e sempre più chiaramente il pubblico si renderà conto che in realtà quella è la stanza segreta di Barbablù, dove le bambine, completamente vestite di bianco, giocano con stoffe e vestiti rossi. Stoffe e vestiti che a quel punto sembreranno macchie di sangue, che con una semplice, elementare e anche tenera associazione trasformano le bambine nelle mogli uccise e rinchiuse. Tutto con un'atmosfera giocosa, teatrale e fiabesca.



letto 5750 volte   Categoria BnCs2010 Spettacoli 2100
  


 

BnCs2010 - mar 07-09-2010 20:30, Arco del Sacramento
Gli amanti di Verona
Il pietoso caso di Giulietta e Romeo

Lettura racconto
durata 75 minuti

con  
cantante: Barbara Eramo
polistrumentista: Stefano Saletti
attori: Fabio Cocifoglia
Manuela Mandracchia


La sfortunata morte di dui infelicissimi amanti che l'uno di veleno e l'altro di dolore morirono,   con vari accidenti.      
Il progetto parte dall'idea di portare in teatro le novelle italiane che sono state fonte di ispirazione delle opere shakespeariane : "il Moro di Venezia" e "Misura per misura" dagli Ecatommiti del Giraldi Cinzio, " Gli amanti di Verona" e "Molto rumore per nulla" dalle novelle del Bandello.      
La formula racconto-concerto ci permette, attraverso la fusione di parola e musica, di creare una partitura globale con intrecci contrappuntistici e concertazioni che diventano uno straordinario veicolo di fruizione da parte del pubblico.      
Sebbene in un linguaggio completamente diverso, "Gli amanti di Verona" del Bandello non ha nulla da invidiare all'opera shakespeariana per potenza emotiva, intreccio, alternanza di climi.  
E' anzi divertente notare le differenze con l'opera di Shakespeare : da come si svolge la storia d'amore tra i due amanti che più e più volte si accoppiano nel giardino "essendo Romeo giovine, di forte nerbo e molto innamorato", a Giulietta che vuole raggiungere il suo Romeo travestendosi da uomo, all'ambigua figura di frate Lorenzo, a come muore Giulietta.  
Attori e musicisti raccontano insieme , con gli strumenti che hanno a disposizione ( le canzoni di repertorio, i personaggi archetipali, la musica e il testo) una storia che tutti conoscono, un affresco delle più travolgenti passioni umane: l'amore al tempo dei "...Montecchi e dei Cappelletti, ne la Verona di Bartolomeo Scala...", un amore così forte che "…tutte le volte che lo racconti sembra impossibile debba così finire…". 
Dopo aver fatto incontrare le parole del Bandello con la musica rinascimentale, questa volta il racconto si intreccia con il repertorio world music di Stefano Saletti e Barbara Eramo, dove si fondono elementi di musica pop con elementi di musica etnica.  
E quasi sull'onda ironica e dissacrante del progetto di Buz Luhrmann, proprio su Romeo e Giulietta, abbiamo trovato divertente e stimolante l'incontro tra la novella del Bandello e la loro rilettura in chiave world music di classici della disco music anni '70.        

n.152  Matteo Bandello di Mandracchia e Cocifoglia    letto 4419 volte   Categoria BnCs2010 Spettacoli 2200
  


 

BnCs2010 - mar 07-09-2010 20:30, Parco Cellarulo
Cinema in concerto
Grande Orchestra 'Chaikowski' Leonardo Quadrini
direttore Leonardo Quadrini
proiezioni sincronizzate
regia Pino Finizzo

durata 90 minuti 
   
Da alcuni anni la Grande Orchestra "Chaikowski" propone -per la direzionedel maestro Quadrini- un concerto dedicato alla grandi colonne sonore passate alla storia e diventate classici del grande patrimonio musicale. Una serata arrichita dalla proiezione sincronizzata delle immagini più belle e rappresentative dei relativi films citati così da creare un intenso incontro tra memoria visiva e ricordi musicali delle colonne sonore, molte delle quali in suite, più lunghe quindi del solito tema riconoscibile e canticchiabile. Ma brani come Rocky, Nuovo Cinema Paradiso, Star trek, Indiana Jones, E.T., Love story, West Side Story ecc non hanno quasi bisogno di ausilio.
Per una serata basata sull'incontro di due elementi semplici ma convergenti - l'orecchio e l'occhio - e dedicata ad un pubblico vasto che ama la grande musica e il grande cinema. .        


letto 6246 volte   Categoria BnCs2010 Spettacoli 2300
  


 

BnCs2010 - mar 07-09-2010 22:00, Palazzo Paolo V
Permette, conte Tolstoj, che le misuri il cranio?
Prima nazionale

di Luciana Grifi
con Luigi Mezzanotte, Miriam Campaniello, Michele Del Grosso, Oreste Valente 
regia Sergio Basile

durata 90 minuti

Il dramma prende spunto dall' incontro, avvenuto nel 1897, tra Cesare Lombroso, l'antropologo criminale italiano e Lev Tolstoj.  Per Lombroso quell'incontro era l'occasione per confermare -"sul campo"- la sua teoria sulla "degenerazione" del genio. Nella realtà storica, lo scrittore, intuendo il ruolo di soggetto da esperimento che stava per interpretare, reagì trattando scortesemente l'alienista italiano, congedandolo con sufficienza. Nel dramma di Luciana Grifi, invece, Tolstoj, su provocazione della moglie Sofija, accetta di sottoporsi - quasi per un gioco da salotto - "all'indagine scientifica" di Lombroso.  Dopo aver acconsentito a lasciarsi ipnotizzare, Tolstoj si trasformerà, dando voce a un personaggio di sua invenzione, ad un suo alter ego "negativo" sepolto nel suo inconscio, diverrà Podznicev, il protagonista uxoricida della Sonata a Kreutzer.   Ed è proprio la Sonata a Kreutzer, dove viene descritto l'inferno quotidiano di una coppia di coniugi che sfocia in un assassinio per gelosia, ad essere lo specchio deformante  in cui si riflette un altro rapporto matrimoniale, quello reale di Lev e Sofija, divenuto con gli anni,  per entrambi,  un nucleo perverso di sofferenza quotidiana. La vita coniugale dei  personaggi romanzeschi della Sonata (Podznicev e la moglie)  e quella dei coniugi Tolstoj, si sovrappongono e si ribaltano continuamente, dando vita a una sequenza di "scene da un matrimonio" acri e crudeli, dove la linea di demarcazione tra realtà e finzione, tra autore e personaggio,  viene continuamente infranta.

letto 4278 volte   Categoria BnCs2010 Spettacoli 2500
  


 

BnCs2010 - sab 04-09-2010 20:30, Piazza Roma
Viaggi da fermo
viaggi alla volta delle città del mondo senza spostarsi di un millimetro vari spettacoli in varie date - vedi scheda
direzione artistica Massimo Lanzetta

sabato 4 settembre - Paris
Piazza Roma
ore 20:30
ore 23:00
durata 50 minuti
max 25 spettatori

domenica 5 settembre - Lourdes
Piazza Roma
ore 20:30
ore 23:00
durata 50 minuti
max 23 spettatori

lunedi 6 settembre - Lisbona
Piazza Roma
ore 21:30
durata 50 minuti
max 150 spettatori

martedi 7 settembre - Fermata libera
Piazza Roma
dalle 21:00


  Il Teatro delle Gru e il Teatro dei Sassi presentano il GRUBUS THEATRE, autobus a due piani trasformato in teatro viaggiante.
Il Grubus Theatre nasce per rendere nomade il progetto di teatro contemporaneo delle due compagnie e per essere luogo di incontro, discussione, pratica e trasmissione del linguaggio del teatro contemporaneo. Il Grubus viaggia con 11 artisti e un'autista, al suo piano inferiore ospita la foresteria, l'ufficio e i posti per viaggiare, al superiore la sala teatrale per 25 spettatori. Alcune trasformazioni permettono l'apertura della fiancata destra ampliando così la sala ad un maggior numero di spettatori. Per i giorni di permanenza nella città di Benevento propone i Viaggi da fermo: progetto che scommette sulla possibilità di intraprendere viaggi alla volta delle città del mondo senza che il GRUBUS si sposti fisicamente di un millimetro. Questo lavoro affonda le sue radici nello studio del jazz: le parole, le relazioni e le storie si compongono al presente a partire da frammenti di studi condivisi (letterari, cinematografici, musicali) che riaffiorano nell'agire. I viaggi sono come sessioni live, a volte in stile be-bop, a volte free. 

I Viaggi da fermo proposti sono: 

Paris, un viaggio con Luciana Paolicelli, Giovanna Staffieri e Marco Tizianel nell'amore vero, reale, nell'amore oscuro, nell'amore che trema nell'ombra.
Lourdes, un viaggio con Luciana Paolicelli, Giovanna Staffieri e Dario Garofalo in cui vite parallele, miracoli e miserie si incontrano, dove l'imperfezione è quello che rende quasi perfetti.
Lisboa, il viaggio con Luciana Paolicelli, Giovanna Staffieri e Paola Carbone dove il Grubus apre le finestre verso l'esterno. Un viaggio dove tutto è incantamento, sogno. Una capsula di vita racchiusa fra due momenti di sonno eterno.
Per l'ultimo giorno di sosta il GRUBUS propone la Fermata Libera: giornata interamente dedicata agli artisti e agli operatori culturali della città. Il teatro viaggiante offre il suo spazio a chi condivide con il Teatro dei Sassi e il Teatro delle Gru la necessità di stringere relazioni e collaborazioni, scambiare esperienze o mostrare opere artistiche.
 

letto 5445 volte   Categoria BnCs2010 Spettacoli 700
  





   EVENTI
   Programma del 07-09-2010

 

BnCs2010 - mar 07-09-2010 21:00, Teatro Romano
Ballett National de Marseille
Tattoo – Somewhere – Sextet
presidente Gabriel Kosman
direttore generale Frédéric Flamand  
segretario generale Bernard Degroote
in collaborazione con CDTM - Mario Crasto De Stefano 

Fondato nel 1972 da Roland Petit, il Ballet National de Marseille fa parte delle grandi compagnie di fama internazionale. Nel 1992 la nascita dell'École Nationale Supériore de Marseille e la costruzione di un edificio di 6000 m² (nuovi studios), che accolgono sia il balletto che l'École, hanno conferito alla compagnia una vastissima dimensione. La scuola accoglie in media ogni anno 120 giovani allievi e li prepara in nove anni alla danza professionista, mentre la compagnia è formata stabilmente da 35 ballerini. Il Balletto e la scuola iniziano un nuovo corso nel 1998 con la nomina di Marie-Claude Pietragalla a Direttore Generale. Nel 2004 la Direzione Generale del Balletto e dell'École Nationale Supérieure de Danse viene accolta da Frédéric Flamand, nominato dal Ministero della Cultura e della Comunicazione, dalla Città di Marseille e dalla Regione Provence- Alpes-Cote d'Azur. Il Balletto da questo momento muove la propria attività verso una concreta apertura di spirito che va oltre la tradizionale divisione tra danza classica e danza contemporanea. La memoria, ovvero la conferma della vocazione classica, l'apertura, ovvero la presentazione di un largo panorama di danza contemporanea sollecitando nuove creazioni, e l'innovazione, che punta l'attenzione al dialogo tra le differenti tecniche di danza, caratterizzano le creazioni di Flamand. Tre strade dunque, ma che vanno in un'unica direzione, ovvero l'abbattimento delle barriere. La danza, che scende dalla sua torre d'avorio, si integra in un sistema di intrecci che nascono dalla relazione di quest'ultima con le varie discipline artistiche, quali l'architettura, le arti plastiche e le arti visive.  

Frederic Flamand  
Frédéric Flamand affronta la danza esaltando l'abolizione delle tecniche e favorendo il dialogo tra danza classica e contemporanea. Da 10 anni, lavora intensivamente sui rapporti tra danza ed architettura, collaborando con artisti del calibro di Jean Nouvel, Zaha Hadid, Thom Mayne, Diller+Scofidio, Dominique Perrault…il punto di vista pluridisciplinare del suo lavoro lo porta nel 2003 alla testa del 1 Festival Internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia e all'Università d'Architettura di Venezia, per la quale è stato ordinario d'un atelier nella sezione arte & design. Dal dicembre del 2004 dirige il Ballet National e l'Ecole Nationale Supérieure de Danse de Marseille, dopo aver diretto per 15 anni Charleroi/ Danses – Centre Chorégraphique de la Communauté française de Belgique. I suoi spettacoli sono programmati sulle grandi scene europee, dagli Stati Uniti, al Giappone all'America del Sud… Unitamente a William Forsythe, Wayne McGregor et Angelin Preljocaj, dirige il programma D.A.N.C.E (Dance Apprentice Network aCross Europe).    

TATTOO  
In Tattoo la fluidità dei movimenti s'integra con il rigore della danza classica. Nel corso di tutto il balletto l'utilizzazione delle punte, anche se in chiave contemporanea, diviene un elemento di forza fondamentale.  

In una società dai confini sempre più incerti le punta stanno alla danza come la fune sta al funambolo: un'identità radicata. Il ballerino così come il tatuatore accetta di lavorare e reinventare il proprio corpo. Le punte e l'ago sono una metafora: entrambe rappresentano il desiderio irreprensibile di trasformazione. In Tattoo i ballerini e il coreografo generano attrito tra i linguaggi gestuali rischiando una separazione di identità. La trasparenza degli abiti aderenti di Philippe Combeau li maschera e intacca la loro unità. Il coreografo Kelemenis mette in contrasto gli sbilanciamenti e la fluidità del movimento dei ballerini con la tecnica accademica data dal suo simbolo per eccellenza: le punte. In Tattoo il coreografo esplora e rivela come i due linguaggi sottolineano l'altro con il proprio accento.  

Coreografie: Michel Kelemenis    
Cominciò il suo lavoro come coreografo presso il Centre Chorégraphique National de Montpellier. Nel 1989 fondò la propria compagnia a Marseille, continuando a creare per il Ballet de l'Opéra de Paris, il Ballet du Rhin, il Ballet du Nord e il Ballet du Grand Théâtre di Ginevra. È stato anche invitato a collaborare per il Festival d'Art Lyrique d'Aix-en-Provence e l'Opéra de Marseille.      

musica Christian Zanési
luci Manu Bernard
costumi Philippe Combeau
5 ballerini
durata 18 minuti    


SOMEWHERE
  
Somewhere va ancor di più oltre il confine dei movimenti del corpo neoclassico. I corpi si allungano, i gesti si estendono e i movimenti si interconnettono fluidamente, combinando performance tecnica, armonia ed emozione. Somewhere ci porta in quello stato di "sogno cosciente", tra realtà e immaginazione. È un mondo in cui i ballerini ci offrono una danza piena di poesia e sensualità.  

Coreografie: Julien Lestel  
Dopo aver studiato alla Paris Opera School and al Conservatorio di Parigi si diploma e lavoro con Noureev and Master Yves Brieux. Nel 1999, Lestel entra a far parte come solista del Marseille National Ballet sotto la direzione di Pietragalla. Lavora per l'Opera Nazionale di Parigi dove interpreta i più grandi balletti di repertorio. Angelin Preljocaj lo sceglie per danzare nella sua creazione "le Parc" e Pina Baush in "le Sacre du Printemps". Dal 2005 Julien prende parte alla creazione "Metapolis II" di F. Flamand e danza P.Touzeau, M. Fokine, D. Dawson, J. Robbins, M. Kelemenis and T. Malandain. nel 2007, crea per la BNM "Somewhere" un balletto neoclassico per 16 ballerini.  

musica Philip Glass
luci Julien Lesten e Michael Hache
13 ballerini
durata 23 minuti    
SEXTET
Questa coreografia in cinque momenti si svolge in uno spazio circondato da sbarre evocando uno studio di danza. Un luogo in cui i ballerini diventano attori della propria storia. Li si immagina nella loro vita quotidiana, mentre provano uno spettacolo o mentre si guardano allo specchio come a voler leggere il futuro. Tutto comincia in una sorta di caos, dei gruppi si compongono, si sciolgono per riformarsi più lontano in attesa di un segno che gli permetterà di dare senso allo loro vitalità. Il titolo rinvia alla Creazione ma anche all'incertezza, perché il Sesto momento invita a scegliere ed è per questa ragione che i ballerini lasciano bruscamente la scena per correre a interrogarsi sul futuro.

Coreografie: Thierry Malandain - rielaborata da Francoise Dubuc 
Dopo aver completato i suoi studi, Thierry Malandain continua la sua carriera con l'Opéra de Paris, il Ballet du Rhin e il Ballet de Nancy. Vincitore di diversi premi, nel 1986 fonda la sua compagnia Temps Présent. Ha creato circa 60 coreografie, molte delle quali fanno parte del repertorio di molte famose compagnie di danza.  
 
musica Steve Reich
luci Jean Claude Asquié
costumi Sean Wood
12 ballerini
durata 26 minuti  

letto 5591 volte   Categoria BnCs2010 Grandi incontri 5400
  


 

BnCs2010 - da lun 06-09-2010 a ven 10-09-2010  -  Hortus Conclusus
Aperitivo allo Strega - Letture stregate
Grandi interpreti per “leggere” i romanzi finalisti del Premio Strega 2010
Ingresso libero fino ad esaurimento posti 
 
a cura di Gabriella D'Angelo, responsabile dei progetti della Fondazione Bellonci 
  
Grandi interpreti per 'leggere' i romanzi finalisti del Premio Strega

Lunedì 6 settembre
Audioinstallazione di Toni Servillo per "Hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino

Martedì 7 settembre
Rolando Ravello per "Accanto alla Tigre" di Lorenzo Pavolini, Fandango

Mercoledì 8 settembre
Filippo Nigro per "Sono comuni le cose degli amici" di Matteo Nucci, Ponte Alle Grazie

Giovedì 9 settembre
Paola Pitagora per "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi, Mondadori

Venerdì 10 settembre
Ottavia Piccolo per "Acciaio" di Silvia Avallone, Rizzoli

  
Un percorso di letture "stregate". Alcune pagine tratte dai cinque libri finalisti al premio Strega 2010, la prestigiosa competizione letteraria italiana che, fin dalla sua nascita,  lega il suo nome al comune di Benevento, affidate a grandi interpreti del cinema e del teatro italiano che re-inventeranno la "voce" letteraria dell'autore del romanzo finalista.

Dalle storie familiari attraversate da un pezzo di storia italiana nei romanzi di Antonio Pennacchi e Lorenzo Pavolini alle ambientazioni nella provincia toscana post-operaia di Silvia Avallone, passando per i nodi esistenziali nel romanzo di formazione di Matteo Nucci fino allo sguardo realistico-grottesco di Toni Pagoda sull'Italia di oggi di Paolo Sorrentino.
 
 

letto 4788 volte   Categoria BnCs2010 Aperitivo allo strega 5700
  


 

BnCs2010 - mar 07-09-2010 18:30, Teatro De Simone
Festa di compleanno per Luigi De Filippo
Una festa tra amici per un amico del teatro che ad agosto compie ottant'anni. Luigi De Filippo sarà nostro ospite per un pomeriggio di ricordi e di auguri.

Ricordi di un protagonista del nostro teatro, custode di memorie importanti ed esaltanti, di momenti indimenticabili che legano in un unico percorso grandi e piccoli attori, autori, registi. Un'occasione per leggere qualche pagina del suo ultimo libro: "Un cuore in palcoscenico", recentemente edito da Mursia e per trovare nuovamente, insieme a lui, le tracce più eloquenti della storia del teatro italiano che lo ha visto e lo vede protagonista applaudito.

Auguri perché gli anni siano una lunga somma di giorni e di sapere, un percorso di allegria e di amore per il teatro e per la gente di teatro che gli vuole bene. Ancora per molto tempo. 
 
A Luigi De Filippo anche il premio 'Benevento Città Spettacolo' con la seguente motivazione:

"A Luigi De Filippo, erede e testimone di un sapere d'attore praticato nel lungo percorso di una vita, che con il suo "Un cuore in palcoscenico" ci ha offerto una preziosa testimonianza del suo essere protagonista tenacemente attento ad una tradizione familiare che ha illuminato generazioni di spettatori. Attore, autore, custode di una storia gloriosa che i suoi ottant'anni, appena compiuti e vissuti in palcoscenico con immutato entusiasmo, arricchiscono in esempio costante di lieto lavoro".

letto 5297 volte   Categoria BnCs2010 Festa compleanno 5800
  





   STORIE E MEMORIE
   Programma del 07-09-2010

 

BnCs2010 - da ven 03-09-2010 a dom 12-09-2010  -  Palazzo Paolo V
Nino Taranto ha 100 anni
Allestimento di Pino Miraglia e Francesca Garofalo
Ricerche iconografiche Angioletta Delli Paoli
Materiali messi a disposizione dalla "Fondazione Nino Taranto"

Nino Taranto, attore, cantante, straordinario uomo di teatro, cinema, televisione; performer lo si direbbe oggi. Ha attraversato con enorme successo il mondo dello spettacolo che nasce da Napoli. Proviamo oggi, a cento anni dalla nascita a rendergli omaggio. Mettendo in mostra una parte soltanto dell'enorme quantità di materiali che lui stesso, caso ben raro nel mondo dello spettacolo, ha raccolto negli anni della sua lunga vita. Fotografie, locandine, articoli, caricature, costumi, oggetti adoperati in teatro, manoscritti, registrazioni audio e video costituiscono un patrimonio di memoria straordinario fortunatamente salvato dalla attenta cura della famiglia e della Fondazione Nino Taranto che ne custodisce oggi con passione il ricordo. Da questo "fondo" di eccezionale importanza per chi vorrà indagare nella storia del teatro napoletano di quegli anni ho potuto attingere con libertà ed emozione. Il "viaggio" di Nino Taranto, da lui stesso raccontato in una vecchia intervista, è il filo conduttore del nostro percorso, e si fa cosi memoria visiva per una testimonianza di affetto verso un grande, indimenticabile attore.

Nino Taranto ha 100 anni - 58' DVD
Canzoni, sketch, macchiette da film, teatro, tv scelti da Mario Franco e montati da Davide Franco

Nino Taranto (1907-1986)
Muove i primi passi tra il 1917 ed il 1918 in vari teatri napoletani: la Sala Stella, il Trianon, il Caffè Turco, il Salone Margherita. Il debutto a tredici anni presso il Teatro Centrale della Ferrovia, seguono l'apprendistato e l'ingresso nella compagnia Cafiero - Fumo. Gli anni '20 lo vedono protagonista sulle scene dei teatri secondari fino al passaggio alla rivista, come fantasista e cantante comico. Dal 1936 al 1955, nel ruolo di primo comico "assoluto", è alla guida di propri complessi di rivista; tappe fondamentali nell'esperienza attorica di Nino Taranto sono state: il debutto nel genere della sceneggiata al fianco di Beniamino e Rosalia Maggio e la lunga attività con la compagnia Cafiero - Fumo, iniziata con Zappatore. L'enfasi comica, dispiegata in un repertorio sfavillante di macchiette, è costantemente attraversata dai personaggi di Ciccio formaggio e Carlo Mazza, presenti anche in numerose incisioni discografiche. La canzone Carlo Mazza, intitolata in origine Mazza, pezzo e pizzo, con la fitta mole di allusioni e doppi sensi, riscosse un enorme successo, infatti nel 1948 Michele Galdieri ne curò la riscrittura cinematografica per il film Il barone Carlo Mazza. Il trio Taranto - Pisano - Cioffi è artefice, durante il periodo fascista, del genere della macchietta, tra i maggiori successi Teresin, Teresin, O chiavino, Baciami Bice; il dopoguerra è segnato dallo straordinario successo di Dove sta Zazà.
L'attività cabarettistica e di cantante, cedono presto il passo alla prosa, lo ricordiamo carismatico interprete di commedie di Pirandello, Marotta, Viviani di cui dal 1956 interpretò L'ultimo scugnizzo, Morte di carnevale, Guappo di cartone, Vetturini da nolo, A figliata di Raffaele Viviani, messi in scena, negli anni '80, al Teatro Sannazzaro con Luisa Conte.

n.188  Giulio Baffi     letto 5339 volte   Categoria BnCs2010 Storie e memorie 6000
  


 

BnCs2010 - da ven 03-09-2010 a dom 12-09-2010
Festival Festival!
con gli allievi del Liceo Artistico Statale di Benevento
a cura della docente Francesca Cardona Albini 

"FestivalFestival!" segna l'inizio della collaborazione tra Citta' Spettacolo ed il Liceo Artistico Statale di Benevento e si articolerà in due segmenti.    
Il primo, "Ispirati dal teatro" vedrà impegnato un gruppo di allievi che darà vita a performance di pittura e/o scultura ispirate ad alcuni spettacoli in programma, e particolarmente legati agli spazi architettonici e storici della città, come i quattro "Raccontami Benevento".    
Un'ulteriore iniziativa, "Fotografiamo il Festival", vedrà gli allievi attenti a fissare personaggi, situazioni, spettacoli, che colpiranno la loro attenzione e la loro fantasia.    
Gli elaborati e le fotografie saranno esposti in mostra durante e dopo il Festival.     






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